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	<title>Diario di un Formatore</title>
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		<title>Ma la formazione è utile?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[spunti di riflessione]]></category>

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Raccolgo in questo post alcune riflessioni &#8220;libere&#8221; intorno alla domanda del titolo.
Una domanda che spesso viene &#8220;non posta&#8221;, quindi rimane inespressa, mentre in qualche rara occasione mi è stata apertamente posta.  A volte con toni chiaramente polemici, a volte con un genuino interesse alla risposta.
Premetto che essendo una domanda chiusa (risposta sì o no),  non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolovallicelli.it/wp-content/uploads/2010/08/formazione1.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-343" title="formazione" src="http://www.paolovallicelli.it/wp-content/uploads/2010/08/formazione1-150x150.jpg" alt="formazione" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Raccolgo in questo post alcune riflessioni &#8220;libere&#8221; intorno alla domanda del titolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una domanda che spesso viene &#8220;non posta&#8221;, quindi rimane inespressa, mentre in qualche rara occasione mi è stata apertamente posta.  A volte con toni chiaramente polemici, a volte con un genuino interesse alla risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Premetto che essendo una domanda chiusa (risposta sì o no),  non è proprio una domanda produttiva&#8230; meglio sarebbe: quale formazione mi può essere utile? Ma questa domanda nasconde una presunzione (la formazione mi è utile).</p>
<p style="text-align: justify;">Parto con la considerazione filosofica che <strong>ogunono di noi fa di quello che incontra nella vita ciò che vuole. </strong>Se la formazione sarà utile dipende dal partecipante al corso. In questo modo la categoria dei formatori non vuole mettere avanti  le mani, ma solo responsabilizzare (da non confondersi con colpevolizzare) il partecipante in aula.  In altre parole: &#8221; se ritieni di perdere tempo con la formazione, probabilmente lo perderai&#8221;. Come sappiamo bene, l&#8217;apprendimento dell&#8217;adulto ha come presupposto l<strong>a sua motivazione</strong> e la consapevolezza che quello che apprenderà sarà utile nella sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per usare un&#8217;altra bella immagine, se il seme viene gettato <strong>in un terreno fertile </strong>allora nascerà una pianta, altrimenti il seme morirà.  Seguendo questa metafora del seminare, come la crescita della pianta  è lunga, così il processo di apprendimento non puà essere immediato.  La società in cui viviamo tende invece a volere tutto e subito (istantaneo), senza fatica e con risultati immediati e misurabili, sopratutto in azienda. Questa è ovviamente la logica di oggi, occidentale se viogliamo, molto diversa dalla tradizione orientale dove <strong>il maestro attendeva anni prima di offrire qualche segreto al discepolo</strong>. Oggi con due giorni di corso durante il week end diventi maestro nella comunicazione con gli altri o esperto di un qualche software.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spesso rispondo alla domanda sopra con un&#8217;altra domanda: &#8220;meglio una persona rigida, poco motivata o una persona flessibile, aggiornata e consapevole? </em></p>
<p style="text-align: justify;">Tramite la formazione si crea spesso &#8220;una scintilla&#8221; che fa partire un processo nella persona, tale processo stimolerà nuove idee, potenzilità, energia e passione. La formazione diventa <strong>un accelleratore del cambiamento </strong>che molto spesso è già in atto almeno in maniera embrionale. Oppure diventa un &#8220;stimolante&#8221; intellettuale per la persona che riscopre sè stessa e le sue potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, dobbiamo distinguere tra percorsi adatti alla persona e percorsi non funzionali.  <strong>Spesso non scegliamo il corso giusto</strong>, non è coerente con chi siamo, o forse è il momento sbagliato. Quando ci accade questo abbiamo giustamente una sensazione di insoddisfazione e di perdita di tempo. Ecco che quindi la domanda più importante e più complessa è: <strong>&#8220;come faccio a scegliere la formazione più coerente con me?&#8221;</strong></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><br />
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		<title>Il metodo di Vendita &#8211; CNA Ecipar</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 

Un giorno un agricoltore disse alla moglie: “Domani aro il campo ovest”.
Il mattino successivo uscì per lubrificare il trattore,
ma gli mancava l’olio e andò al negozio a procurarselo.
Per strada notò che non era stato dato da mangiare ai maiali.
Si diresse verso il silos per prendere il granoturco.
Là vide dei sacchi che gli ricordarono [...]]]></description>
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<div>
<div style="text-align: justify;"><em>Un giorno un agricoltore disse alla moglie</em>: “Domani aro il campo ovest”.</div>
<div style="text-align: justify;">Il mattino successivo uscì per lubrificare il trattore,</div>
<div style="text-align: justify;">ma gli mancava l’olio e andò al negozio a procurarselo.</div>
<div style="text-align: justify;">Per strada notò che non era stato dato da mangiare ai maiali.</div>
<div style="text-align: justify;">Si diresse verso il silos per prendere il granoturco.</div>
<div style="text-align: justify;">Là vide dei sacchi che gli ricordarono che c’era bisogno di mettere le patate a germogliare. Si avviò verso la buca delle patate e per strada scorse il deposito della legna e si ricordò che prima aveva promesso di portarne un po’ a casa.</div>
<div style="text-align: justify;">Prima però doveva tagliarla e aveva lasciato l’accetta nel pollaio.</div>
<div style="text-align: justify;">Andando a cercare l’accetta incontrò sua moglie che dava da mangiare alle galline e sorpresa lei gli chiese: “Hai già finito di arare?”</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>“Finito?” gridò l’agricoltore “Non ho nemmeno cominciato” </strong></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; iniziato con questo spunto di riflessione il corso di Vendita e Comunicazione in <a href="http://www.mo.cna.it/">CNA a Modena</a>, ormai diverse settimene fa.  Il gruppo è rimasto compatto, nonostante il caldo, i modiali di calcio e la stanchezza per una prima parte di anno difficile per tutti&#8230;. Quindi un bel feed back positivo per la partecipazione !!</p>
<p style="text-align: justify;">Come vendere in un <strong>momento di cambiamento</strong> (omettiamo volutamente una parola molto usata oggi) ?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta si articola in due parti: la creazione di un metodo di vendita e il miglioramento della nostra capacità di comunicare. Tra i vari argomenti abbiamo lavorato su: la creazione di un argomentario di vendita efficace, la gestione positiva delle obiezioni, l&#8217;analisi attiva del fabbisogno del cliente, il superamento della sindorme del prezzo, l&#8217;assertività del venditore, le 3 spinte motivazionali del cliente, la gestione proattiva del nostro tempo e molto altro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso articolato su <strong>10 lezioni</strong>, è inoltre stato caratterizzato da simulazioni  filmate con la videocamera: ogni partecipante si è così confrontato col gruppo e con sè stesso simulando una trattativa di vendita e ricevendo preziosi feed back.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie quindi a tutti i partecipanti per aver fatto parte del viaggio! In bocca al lupo a tutti!</p>
</div>
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		<title>La formazione sui nuovi media: il &#8220;Listening&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 21:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[formatori]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[per-corsi]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
<category>blog</category><category>formazione</category><category>social media</category><category>web marketing</category>
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		<description><![CDATA[
Parliamo oggi di un corso molto importante  che si sta concludendo: il percorso in ARM (Modena) sulla gestione dei Social Media dove anche io ho partecipato insieme ai formatori del  Gruppo Len.

Diamo meritato spazio al mitico Arrotino del Web (ovvero Andrea Alfieri) con il Project Work del gruppo. Cos&#8217;è un Project Work? E&#8217; il momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;">Parliamo oggi di un corso molto importante  che si sta concludendo: il percorso in ARM (Modena) sulla gestione dei <strong>Social Media</strong> dove anche io ho partecipato insieme ai formatori del  <a href="http://www.gruppolen.it/">Gruppo Len</a>.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Diamo meritato spazio al mitico <a href="http://www.arrotinonet.com/wp/">Arrotino del Web</a> (ovvero Andrea Alfieri) con il Project Work del gruppo. <strong>Cos&#8217;è un Project Work?</strong> E&#8217; il momento in ogni corsista individualmente realizza un proprio elaborato su un tema centrale del corso.</div>
<div></div>
<div>L’arrotino ci spiega che:</div>
<div>
<p>“Ecco un esempio di Project Work che i fantastici ragazzi del  Corso ARM di Modena sui Social Media stanno eseguendo.</p>
<p>Quando si parla di iniziare strategie Marketing 2.0 si dovrebbe sempre partire da una fase di ascolto (Listening appunto). In questa presentazione spieghiamo brevemente passo passo come sviluppare il progetto.</p>
<div id="__ss_3614122" style="width: 425px;"><strong><a title="Project Work 2010 Listening" href="http://www.slideshare.net/Geomalfieri/project-work-2010-listening">Project Work 2010 Listening</a></strong></div>
<div style="padding: 5px 0pt 12px;">Ditte illuminate come Johnson &amp; Johnson, Animas, Davines e Comfort Zone si stanno muovendo in questo senso. Vi sembra una pessima idea?”</div>
<div style="padding: 5px 0pt 12px;">Articolo disponibile anche sul <a title="Blog dell'Arrotino" href="http://www.arrotinonet.com/wp/">Blog dell’ Arrotino!</a></div>
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</div>
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		<title>Le basi teoriche del Coaching</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 20:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
<category>coach</category><category>coaching</category><category>psicologia positiva</category>
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		<description><![CDATA[Il Coaching nasce negli Stati Uniti come disciplina legata all&#8217;incremento delle prestazioni degli atleti (in inglese Coach è  allenatore).
All&#8217;nizio degli anni 90 le grandi aziende iniziano ad utilzzarlo come metodologia per il miglioramento delle prestazioni dei loro manager.
Dagli Stati Uniti, il Coaching passa in Europa sempre all&#8217;interno di aziende di grandi dimensioni; si diffonde in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Coaching nasce negli Stati Uniti come disciplina legata all&#8217;incremento delle prestazioni degli atleti (in inglese Coach è  allenatore).</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;nizio degli anni 90 le grandi aziende iniziano ad utilzzarlo come metodologia per il miglioramento delle prestazioni dei loro manager.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli Stati Uniti, il Coaching passa in Europa sempre all&#8217;interno di aziende di grandi dimensioni; si diffonde in Inghilterra e Francia, mentre in Italia il suo utilizzo è anora limitato. Mentre negli Stati Uniti la diffusione avviene anche nella sfera privata<strong> </strong>dell&#8217;individuo, in Europa il Coaching viene utilizzato soprattutto da manager ed aziende di formazione, spesso in maniera combinata con la PNL.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La psicologia positiva</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Coaching è una displina le cui basi teoriche sono eclettiche, spaziano dalla psicologia, alla filosofia, passando per l&#8217;antropologia; uno degli apporti più importanti è dato dalla <strong>psicolgia positiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il termine psicologia positiva definisce una prospettiva teorica ed applicativa  che si occupa dello studio del benessere personale  e  della qualità della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a title="Martin E. P. Seligman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_E._P._Seligman">Martin E. P. Seligman</a>, lo studioso statunitense che è riconosciuto il padre della moderna psicologia positiva, la psicologia deve dedicare pari attenzione agli aspetti patologici della persona e agli aspetti positivi dell’esistenza umana: emozioni piacevoli, <strong>potenzialità</strong>, virtù e abilità dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a Seligman, citiamo anche lo psicologo statunitense <a title="psicologia positiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piramide_di_Maslow#La_piramide_di_Maslow" target="_blank">Abraham H, Maslow</a>, il cui oggetto di studio non sono le nevrosi, ma le persone sane, quelle che tendono verso la loro<strong> auto-realizzazione.</strong> Il modello a  cui aspira Maslow è l&#8217;essere umano che si realizza attraverso la libera e consapevole espressione delle sue potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi,</strong> si sta diffondendo anche in Italia un modello di <strong>Coahcing Umanistico</strong>: la performance insieme ad una strategia di benessere complessivo. Non solo una visione legata al raggiugimento del risultato, ma un approccio basato sulla ricerca di emozioni positive e di una auto-realizzazione dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;obiettivo del Coach è portare questo approccio sempre di più in azienda, ma anche fuori delle organizzazioni per fare in modo che auto-realizzazione ed allenamento delle potenzialità entrino nel patrimonio di più persone possibili.</em></p>
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		<title>La sindrome del prezzo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[Confrontandomi sempre più spesso con venditori di ogni genere, vengo a contatto con quelle che sono le loro preoccupazioni più forti nella vendita di ogni giorno.  Qual&#8217;è la preoccupazione del venditore? A parte, ovviamente, la preoccupazione di NON vendere, il prezzo assilla costantemente i pensieri del venditore, tanto da creare una vera e propria &#8220;sindrome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Confrontandomi sempre più spesso con venditori di ogni genere, vengo a contatto con quelle che sono le loro preoccupazioni più forti nella vendita di ogni giorno.  Qual&#8217;è la preoccupazione del venditore? A parte, ovviamente, la preoccupazione di NON vendere, il prezzo assilla costantemente i pensieri del venditore, tanto da creare una vera e propria &#8220;sindrome del prezzo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si crede in sostanza che la decisione del cliente sia esclusivamente basata sulla variabile prezzo: decidere di acqustare presso A o presso B dipende solo da chi mi farà il prezzo più basso.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è senza&#8217;altro vero nel caso di beni indifferenziabili: cioè podotti che non presentano nessuna caratteristica diversa tra di loro (es. una lampadina, un chiodo, una componente meccanica, ecc). Nella stragrande maggioranza dei casi i prodotti offerti hanno invece differenze evidenti su cui possiamo basare la differenza di prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; evidente che il prezzo rappresenta per il cliente un &#8220;peso psicologico, il sacrificio per avere un prodotto/servizio, quindi prima di presentare &#8220;il conto&#8221; il venditore deve aver coscientemente spiegato il <strong>CONTROVALORE </strong>che sta dietro a quel prezzo. Se non l&#8217;ha fatto, si rischia che il cliente non comprenda <strong>il perchè dovrebbe spendere più denaro </strong>, si arriverà quindi ad una resistenza ed alla richiesta di eventuali sconti.</p>
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