Raccolgo in questo post alcune riflessioni “libere” intorno alla domanda del titolo.
Una domanda che spesso viene “non posta”, quindi rimane inespressa, mentre in qualche rara occasione mi è stata apertamente posta. A volte con toni chiaramente polemici, a volte con un genuino interesse alla risposta.
Premetto che essendo una domanda chiusa (risposta sì o no), non è proprio una domanda produttiva… meglio sarebbe: quale formazione mi può essere utile? Ma questa domanda nasconde una presunzione (la formazione mi è utile).
Parto con la considerazione filosofica che ogunono di noi fa di quello che incontra nella vita ciò che vuole. Se la formazione sarà utile dipende dal partecipante al corso. In questo modo la categoria dei formatori non vuole mettere avanti le mani, ma solo responsabilizzare (da non confondersi con colpevolizzare) il partecipante in aula. In altre parole: ” se ritieni di perdere tempo con la formazione, probabilmente lo perderai”. Come sappiamo bene, l’apprendimento dell’adulto ha come presupposto la sua motivazione e la consapevolezza che quello che apprenderà sarà utile nella sua vita.
Per usare un’altra bella immagine, se il seme viene gettato in un terreno fertile allora nascerà una pianta, altrimenti il seme morirà. Seguendo questa metafora del seminare, come la crescita della pianta è lunga, così il processo di apprendimento non puà essere immediato. La società in cui viviamo tende invece a volere tutto e subito (istantaneo), senza fatica e con risultati immediati e misurabili, sopratutto in azienda. Questa è ovviamente la logica di oggi, occidentale se viogliamo, molto diversa dalla tradizione orientale dove il maestro attendeva anni prima di offrire qualche segreto al discepolo. Oggi con due giorni di corso durante il week end diventi maestro nella comunicazione con gli altri o esperto di un qualche software.
Spesso rispondo alla domanda sopra con un’altra domanda: “meglio una persona rigida, poco motivata o una persona flessibile, aggiornata e consapevole?
Tramite la formazione si crea spesso “una scintilla” che fa partire un processo nella persona, tale processo stimolerà nuove idee, potenzilità, energia e passione. La formazione diventa un accelleratore del cambiamento che molto spesso è già in atto almeno in maniera embrionale. Oppure diventa un “stimolante” intellettuale per la persona che riscopre sè stessa e le sue potenzialità.
In conclusione, dobbiamo distinguere tra percorsi adatti alla persona e percorsi non funzionali. Spesso non scegliamo il corso giusto, non è coerente con chi siamo, o forse è il momento sbagliato. Quando ci accade questo abbiamo giustamente una sensazione di insoddisfazione e di perdita di tempo. Ecco che quindi la domanda più importante e più complessa è: “come faccio a scegliere la formazione più coerente con me?”
