Paolo Vallicelli Menu

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“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce all’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

 La citazione qui sopra riportata sembra essere scritta ieri, in realtà è datata 1931 ed è tratta da un libro dal titolo “Il mondo come io lo vedo” scritto da Albert Einsten.

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2015: reinventare la propria carriera

sviluppo personaleCon l’augurio di un buon anno, vi segnalo un testo molto agile ed utile per ripensare in modo stimolante alla propria carriera od al percorso di vita nel propro complesso. Visto che il nuovo anno si presenta denso di sfide,  iniziamolo con nuoi stimoli.

Non è il solito libro sul “positive thinking”, ma fornisce moltissimi esercizi e sopratutto molti casi di persone cha hanno cambiato in meglio la propria carriera.

Come citato nel libro, “il lavoro dei nostri sogni non va cercato, ma creato”. Diventa quindi cruciale una conoscenza non solo del mercato del lavoro, ma sopratutto di noi stessi.

Business Model You ormai è diventata una community di professionisti che collaborano in tutto il mondo e condividono e loro esperienze di applicazione e sperimentazione del Personal Canvas.

Qui trovi anche un sito in italiano che parla dell’argomento

Il libro è: Business Model You: A One-Page Method For Reinventing Your Career, Timothy Clark (Autore), Alexander Osterwalder (Autore), Yves Pigneur (Autore). Lo potete trovare in vendita qui (al momento lo trovate in inglese).

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Tra le paure più diffuse? Parlare in pubblico ovvero il Public Speaking

Parlare in pubblico è un’abilità indispensabile, ma l’ansia da prestazione può fare veramente brutti scherzi!
Volete far arrivare il vostro messaggio? Persuadere gli altri? Vediamo insieme alcuni semplici spunti applicabili in varie situazioni: presentazioni di lavoro, riunioni aziendali oppure discorsi di fronte ad ampie platee.

Per parlare in pubblico non occorre sviluppare nuovi aspetti della nostra personalità, ma rimuovere gli ostacoli che ci rendono  poco naturali.

1. Gestire la nostra ansia

La paura di parlare in pubblico è una delle ansie sociali più diffuse ed affligge anche chi è solitamente disinvolto in altri contesti.
Può essere anche costruttiva, a condizione che sia gestita… non rimossa. E’ spesso un buon metodo “rivelare lo scomodo segreto” comunicando la propria emozione di fronte ad una certa platea. L’oratore è vulnerabile soprattutto in apertura, quando l’attenzione dei presenti è più rivolta alla persona e non ai contenuti della presentazione.

Lo stress tossico dura circa 60/90 secondi poi ridiventa tonico, funzionale: ci tiene “svegli”, ci fa percepire la platea od il gruppo, ci mantiene attivi e recettivi.

Utilizziamo quindi l’energia nervosa per comunicare in maniera più energetica e prepariamo con particolare cura proprio l’apertura del discorso.

2. Organizzare la comunicaione

Il primo passo per comunicare efficacemente è quello di conoscere il profilo dei propri interlocutori, allo scopo di stimolarne l’interesse e rispettarne i bisogni. E’ necessario capire ciò che è più importante per loro.

Le domande critiche a riguardo potrebbero essere:

  • Che cosa sanno di questo argomento?
  • Quali temi sono importanti e quali no?
  • Qual’è il loro obiettivo? Cosa serve loro?

3. Sintesi.

Provate a farvi questa domanda: “Se tutti avessero dormito durante la mia presentazione, cosa dovrei dire in un solo minuto per persuaderli della bontà della mia proposta?”

4. La comunicazione non verbale

Essere un buon comunicatore in pubblico significa avere una buona consapevolezza anche dei segnali non verbali che si trasmettono. Prestate attenzione quindi alla postura, all’uso dei gesti, al contatto visivo con il pubblico ed all’uso dello spazio che avete a disposizione. Sulla comunicazione non verbale è stato scritto tantissimo: partite magari da questa pagina di Wikipedia per un ulteriore approfondimento.

5. Rallentare

Volete farla finita il più rapidamente possibile!? Il parlare rapidamente può essere un segnale di scarico di stress e trasmettere ansia a chi vi ascolta. Prendete invece tempo per consegnare i messaggi lentamente, fate pause di enfasi dopo informazioni impornati o punti chivae.

Rallentare la velocità delle vostre parole facilita la comprensione e la memorizzazione.

6. I supporti visivi

La possibilità di trasmettere un messaggio in forma visiva, a integrazione della sola forma verbale, significa migliorarne l’efficacia da due a tre volte. Attenzione però alla “morte per Power Point”: non lasciate che le vostre slide diventino il principale punto di messa a fuoco; una presentazione di Power Point dovrebbe aggiungere valore al messaggio piuttosto che agire come “una stampella” per l’oratore. Ho trattato di questo argomento anche in un altro post.

Il parlare in pubblico è un’abilità che non ci viene insegnata a scuola (come invece accade in altri paesi), ma come tutte le abilità può essere affinata attraverso uno studio ed una pratica consapevoli. Cercate quindi tutte le occasioni possibili per provare la vostra abilità: partite magari da situazioni più sotto il vostro controllo per poi aumentare gradualmente la sfida.

Altre risorse per appronfondire.

  • Un libro da cui partire potrebbe essere “Parlare in pubblico” di Cesare Sansavini, lo trovate qui su Amazon.
  • Verificate la possibilità di fare corsi sull’argomento su questa pagina.
  • Perchè non provare infine con un corso di teatro? Per me ha fatto miracoli! :-)

E voi come ve la cavate quando parlate in pubblico? Qual’è secondo voi la caratteristica più importante per essere efficaci?

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